| Il piccolo immenso mare |
"Che cos'è il Mediterraneo? Moltissimi cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre". Con queste parole lo storico, il francese Fernand Braudel autore della "Civiltà e imperi nel Mediterraneo nell'età di Filippo II", rifiuta una definizione univoca del mare più affascinante del mondo. Un piccolo grande mare da cui è nato tutto. Quando si parla di Mediterraneo infatti, si pensa a quell'insieme di isole sparpagliate, coste e penisole che hanno fatto nascere la cultura europea, la cultura islamica e la cultura ebraica. Una storia di popoli affacciati su un unico bacino, ricchi di risorse che si sono scambiati accrescendo la loro forza e la loro cultura. Sarebbe impossibile elencare tutti i luoghi che hanno contribuito con le loro diversità a formare quella che adesso è l'immagine che all'estero hanno del Mediterraneo. Una prima grande isola per tutte: la Sicilia, una terra geograficamente al centro di questo mare, con 7000 anni di storia dove fenici, greci cartaginesi, arabi e normanni hanno lasciato le loro tracce. Antiche tradizioni che adesso diventano attrazioni: culturali, storiche e folkloristiche. Taormina per esempio, posta sul monte Taurus, domina un paesaggio vastissimo, sul mare di Messina e della Calabria da una parte, oltre Catania fino a Siracusa dall'altra. Una città di mare, servita di ottimi alberghi, perfettamente attrezzata ma conosciuta soprattutto per l'eccezionale Teatro greco, perfettamente conservato da cui si gode un panorama mozzafiato sull'Etna. Le tradizioni mediterranee si concentrano in questa regione, che i siciliani descrivono come un continente, per sottolineare le enormi possibilità e diversità. Mangiare e bere in Sicilia sono una vera e propria vocazione, aiutata dalla fantasia e dalla varietà, dai profumi e dai colori e dall'incontro delle varie civiltà che si sono succedute.
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Forse non tutti sanno che questa è la regione degli arancini (come dicono a Catania) o arancine (a Palermo), una miscela di prodotti provenienti dal Mediterraneo: il riso e lo zafferano sono arabi, mentre i francesi hanno insegnato il ragù, gli spagnoli il pomodoro e i greci il formaggio. La caponata di melanzane è invece un esempio di come le verdure di cui è ricca la regione vengano elaborate gustosamente. I vini siciliani, da sempre simbolo di festa, hanno una storia che parte da lontano. Greci e romani brindavano con il vino siciliano. Il liquoroso Marsala, famoso in tutto il mondo, ha aperto la strada all'esportazione dei moscati, malvasie e Passiti (in particolare quello di Pantelleria). Percorrendo le coste della Sicilia verso sud-est si arriva nella regione iblea dove domina il sontuoso barocco di Ragusa, Modica e Scicli: da visitare insieme alle spiagge "africane" come quella di Sampieri nota per essere la location del Montalbano televisivo. Prendendo un aliscafo a Pozzallo si giunge in poche ore all'arcipelago delle isole di Malta. L'isola maggiore (le altre due sono Gozo e la minuscola Comino), è conosciuta prevalentemente per i megaliti ciclopici e per aver fatto nascere l'ordine dei Cavalieri di San Giovanni, e per ospitare dentro la basilica di San Giovanni un quadro di Caravaggio. Il pittore infatti durante un viaggio nel sud d'Italia soggiornò nel 1607, sull'isola e fece un ritratto ad Alof de Wignacourt, il gran Maestro dell'Ordine dei cavalieri di Malta. Oggi l'isola è divertente da visitare per il crogiolo di lingue che si parlano (inglese, maltese e italiano), gli innumerevoli giardini fioriti, per le spiagge di sabbia fine, e per il clima secco. Gabriele Salvatores, con il suo film da Oscar Mediterraneo, ha celebrato un po' i colori bianco e blu dell'assolato stato più immerso in questo mare, la Grecia, culla della cultura europea, terra di ulivi, agrumi e della vendemmia. Il film fu girato a Kastellorizzo, una piccolissima isoletta vicina alla Turchia, di cui è facile innamorarsi. Ma di isole in Grecia ve ne sono oltre 3000, e per andare in vacanza non resta che l'imbarazzo della scelta. Tutte godono di un mare limpido, molto simile a quello della Sardegna e nella maggior parte è possibile trovare resti dell'antica civiltà dei filosofi. Anche la cucina in Grecia è influenzata dal clima mediterraneo, caldo e soleggiato. Troverete ottimo olio extravergine degli olivi di queste terre e tantissime verdure. Sebbene non sia paragonabile alla varietà dei piatti siciliani, anche qui i ristoranti riescono a preparare ottimi piatti di pesce, ricche insalate (cetrioli e peperoni non mancano mai), vi offriranno formaggi caprini particolari e molti dolci. Tra tutte le isole Creta è la più grande, oltre 1000 km di spiagge, con una varietà di paesaggi sbalorditivi, angoli di mare tropicale, e bellissimi resti archeologici della civiltà Minoica. A Knossos si trova uno dei siti archeologici più importanti: la reggia labirintica di 1500 stanze costruita da Dedalo per Minosse. Secondo la leggenda è qui che Teseo sconfisse grazie al filo di Arianna il Minotauro. E, nello stesso mare un'altra isola, Cipro, occupata per due terzi dalla Repubblica di Cipro. Bellissima. Nicosia, la capitale, è delimitata dalle antiche mura veneziane, ospita il famoso museo bizantino, dove è raccolta la più grande collezione di icone dell'isola. E legata ancora alla storia greca è la costa Egea della Turchia, tramite fondamentale per l'integrazione della cultura e tradizioni elleniche con quelle islamiche. La antica città di Efeso, del III secolo a.c., fu una colonia greca e una tra le più grandi e ricche città dell'antichità, nonché patria di moltissimi filosofi. Tra le rovine che ancora è possibile visitare vi è il famoso tempio dedicato alla Dea Artemide, la dea della caccia. Costruito nel VI secolo a.c. e distrutto in seguito a calamità naturali era considerata una delle sette meraviglie del Mediterraneo. Nel sito sono ancora visitabili il teatro, il ginnasio, i bagni pubblici e la biblioteca di Celso. Un'occasione speciale per visitare Efeso la si può trovare durante una crociera in caicco, gli scafi in legno di pino, tra baie, insenature, e calette disperse. Partendo da Bodrum, la antica Alicarnasso, una città dove è impossibile non fare shopping nel grande Bazar, si giunge a Marmaris e Fethiye, conquistata, in epoche successive, da Persiani, Macedoni, Romani e Bizantini. A Nord di Efeso, sullo stretto del Bosforo, la capitale morale della Turchia, Istanbul, la antica Bisanzio per i greci, e la più recente Costantinopoli per i romani, la capitale dell'impero romano d'Oriente, crocevia di popoli e culture e per questo definita la "porta d'Oriente". Contraddittoria per definizione, è bellissima per le sue atmosfere orientali delle moschee (la moschea blu e quella dei tulipani), il Gran Bazar, gli hamman o i palazzi del Sultano, ma anche perché è profondamente immersa nello stile di vita europeo: non solo per le numerose chiese (la Basilica di Santa Sofia è la più importante) e i monumenti, ma anche per la "fretta produttiva occidentale" della sua gente proiettata verso la modernità. Ma, come dice lo storico Braudel "il Mediterraneo eterogeneo, si presenta nei nostri ricordi come un'immagine complessa, come un sistema in cui tutto si confonde per ricomporsi in un'unità originale. Come interpretare questa evidente nucleo, questa profonda esistenza del Mediterraneo? Sarebbe necessario provare e riprovare numerose volte. L'interpretazione non si trova solo nella natura che ha contribuito moltissimo a questo risultato. Non si trova solo nell'uomo che, con tenacia, ha unito il tutto". |


