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L'Italia nel mirino Ue per i rifiuti delle navi  

Non sarebbe stata rispettata una sentenza della Corte di giustizia

 La Commissione europea inviato all’Italia un parere motivato, prima tappa della procedura d’infrazione, per non aver rispettato una sentenza della Corte di giustizia europea sui piani di raccolta e di gestione dei rifiuti prodotti dalle navi

Nella sentenza del 25 settembre 2008, i giudici di Lussemburgo hanno stabilito che l’Italia ha omesso di attuare adeguatamente una direttiva adottata nel 2000. Lo scopo della direttiva - spiega la nota della Commissione - è ridurre gli scarichi in mare di rifiuti prodotti dalle navi e di residui del carico da parte delle navi che usano i porti comunitari. La direttiva prevede il miglioramento della disponibilità e dell’uso di impianti portuali destinati alla raccolta e alla gestione di questo tipo di rifiuti e residui. Una delle disposizioni principali riguarda l’elaborazione, l’approvazione e l’applicazione di piani di raccolta e di gestione dei rifiuti prodotti dalle navi per ciascun porto.

 

 

Sebbene la direttiva dovesse essere attuata entro il 27 dicembre 2002, nel 2008, quando è stata resa la sentenza della Corte, moltissimi porti italiani non avevano ancora un piano di raccolta e gestione dei rifiuti delle navi. Nonostante le recenti iniziative delle autorità italiane, la situazione rimane ad oggi sostanzialmente invariata. La Commissione ha dato all’Italia un’ultima possibilità di porre rimedio alla situazione prima di ricorrere nuovamente dinanzi alla Corte di giustizia, che potrebbe infliggere all’Italia una multa.


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