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Circolare ministeriale 14152 del 05/05/09

Considerazioni e misure da intraprendere


Conseguentemente all’uscita di detta circolare vengono spontanee alcune riflessioni. Non è che il mondo della pesca ricreativa non voglia sottostare a regole che peraltro ha spesso invocate. Ritiene anche utile e inevitabile addivenire ad una regolamentazione della pesca ricreativa, ciò che non ci piace è il modo e la tempistica con cui è stata emanata questa circolare e l’innumerevole quantità di lacune che reca con sé.

Il solito sistema all’Italiana, quello di non fare niente fino all’ultimo minuto per poi procedere a vanvera e senza logica. Sarebbe oltremodo lungo e noioso elencare tutte le incongruenze di questa circolare, cosa che ci riserviamo di fare nelle opportune sedi. In questa circostanza ne elencherò solo un paio che a mio avviso sono tra le più macroscopiche e preoccupanti per il mondo della pesca ricreativa. La prima è sicuramente quella relativa al raggiungimento delle quote che, come cita testualmente la circolare, può essere coperta dalla pesca professionale anche per quanto riguarda la pesca ricreativa. Questa indicazione è contraria a quanto, con grandi sforzi e grande fatica eravamo riusciti ad ottenere dall’ICCAT e cioè il riconoscimento di status di pescatori ricreativi con un nostro regolamento e una quota di pescato a noi riservata. Stando al principio stabilito da questa dissennata circolare la pesca ricreativa potrebbe non aprirsi mai, dato che la pesca professionale potrebbe catturare tutte le quote disponibili, comprese le nostre, prima dell’apertura della pesca ricreativa. Già a suo tempo avevamo fatto presente che anche una assegnazione di quota a tonnellaggio non era corretta per la pesca ricreativa dato che un pescatore, che sia impossibilitato a praticare la pesca appena si apre, potrebbe trovarsi a vedere esaurire la sua parte dai pescatori che lo hanno preceduto nel tempo.

Sarebbe quindi stato molto più corretto assegnare un numero di capi prestabiliti ad ogni avente diritto, fosse anche uno solo, come avviene anche in altre attività sportive collaterali come la caccia. Non solo non si è tenuto conto di questa nostra richiesta ma si è ulteriormente peggiorata la situazione andando anche contro a quelle che erano le indicazioni dell’ICCAT. Il secondo aspetto negativo che mi preme evidenziare è di carattere generale e mi riferisco al fatto che le indicazioni di questa circolare sono alquante vaghe e lasciano ampia facoltà di interpretazioni diverse e contrastanti. Questo fatto creerà una condizione di caos generalizzato che potrebbe rendere inapplicabile o addirittura dannosa la circolare stessa. Le varie capitanerie, spesso incompetenti in materia, daranno di queste indicazioni le più svariate interpretazioni aprendo una sfilza di contenziosi che andranno ad esacerbare gli animi in un particolare momento della storia della pesca ricreativa che necessita invece di tranquillità e di buon senso. Ne cito una tra le tante che è relativa alla attribuzione della competenza giurisdizionale dell’autorità atta a ricevere l’istanza. Le barche come si sa sono beni mobili quindi come stabilire la giurisdizione se, per esempio, trattasi di natante su carrello che scorazza per tutto il territorio Nazionale? In base alla residenza del titolare, in base a dove viene maggiormente praticata la pesca o in base a qualche altra considerazione? Forse in questo caso sarebbe stato meglio precisare che qualunque capitaneria poteva andare bene.

A nostro avviso questa è una circolare alla Ponzio Pilato emanata in fretta per compiacere la Comunità Europea ma che non tiene conto dei veri problemi e delle vere necessità della pesca ricreativa seguendo il solito ed eterno filone della imposizione senza alcuna preventiva consultazione delle parti in causa. Queste peraltro sono solo un paio delle lunga fila di incongruenze e contraddizioni insite in questa scellerata circolare e il “Big Game Italia”, associazione della quale sono consigliere, ha già inviato una lettera agli organi competenti motivando dettagliatamente le varie problematiche create da questa circolare e chiedendone l’immediato ritiro. L’associazione “Per il Mare” condivide pienamente queste motivazioni ed è disponibile ad affiancare il “Big Game Italia” qualora, ricevendo diniego alla sua richiesta ritenga di adire a via legali, con apposito ricorso al TAR, al fine di tutelare i diritti di tutti i pescatori ricreativi. A questo proposito la nostra Associazione ha contattato anche i due principali club dell’alto Adriatico,” l’Albarella Anglers Club” e il “Barricata Fishing Club”chiedendo loro un parere preventivo di adesione a questa iniziativa e ricevendone risposta positiva. Consigliamo comunque i pescatori ricreativi di adempiere a quanto richiesto dalla famigerata circolare al mero scopo di evitare di trovarsi in una condizione di illegalità, ma facciamo loro presente fin d’ora che non accetteremo supinamente questa errata impostazione, vessatrice dei nostri diritti, e lotteremo per far valere le nostre sacrosante ragioni.

 

 Saverio Bersanetti

Vicepresidente associazione “Per il Mare”

 

Circolare ministeriale 14152 del 05/05/09

 


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