| Coppola a "Mare maggio 2009" |
Pesca professionale e pesca sportiva Intervento dell’Assessore Regionale Isi CoppolaIn questi ultimi anni si è consolidata la consapevolezza che l’ambiente marino deve essere gestito e protetto promuovendone la multi-funzionalità. Questa è la filosofia della legge regionale 15/97, che riconosce nella fascia costiera un luogo ove “ripensare” le politiche settoriali secondo i principi della sostenibilità, del coordinamento e dell’efficienza (a vantaggio dell’ambiente e delle ricadute economiche delle stesse politiche settoriali). L’ambiente marino è sede di funzioni assai diversificate: portualità e trasporti, energia, prelievo materiali, infrastrutture, pesca professionale ed acquacoltura, pesca amatoriale, turismo. Ognuna di queste funzioni deve confrontarsi con le altre, nell’impegnativa ricerca di punti di equilibrio che ne salvaguardino la replicabilità nel tempo. Il settore della pesca da alcuni anni ha avviato un percorso di “rivisitazione” per diventare sempre di più settore ove si realizza la valorizzazione dell’ambiente marino:
Questo percorso (virtuoso ed impegnativo) dovrebbe favorire la ricomposizione dell’asimmetria tra attenzioni dovute dal settore della pesca all’ambiente marino e legittime aspettative della pesca stessa, asimmetria che per le imprese di pesca (lo abbiamo sperimentato recentemente nel momento in cui abbiamo dovuto mediare tra esigenze della balneazione ed esigenze dei molluschicoltori) è particolarmente marcata: forti percorsi di ridimensionamento delle imprese e di diminuzione dello sforzo di pesca, ma scarso o nullo coinvolgimento degli operatori professionali nei tavoli tecnici ove si progettano interventi sull’ambiente marino o costiero. Anche gli altri settori, ovviamente, debbono seguire percorsi analoghi: ogni investimento in termini di sostenibilità diventa, nel medio-lungo periodo, investimento a favore della replicabilità di ogni singolo settore. In quest’ottica risulta evidente come la valorizzazione dell’ambiente marino quale risorsa turistica rappresenti un fattore altamente positivo ed auspicabile, a patto, anche in questo caso, di investire sulla sostenibilità ambientale della funzione turistica e di tenere in considerazione le esigenze e le aspettative di chi opera negli altri settori. Sostenibilità ambientale della pesca e sostenibilità della fruizione turistica in ambiente marino vanno di pari passo. Anzi, i due percorsi si intersecano e si “correlano” per più motivi: un mare che recupera produttività ittica e biodiversità è più attrattivo, così come un turismo più attento e sensibilizzato non impatta sulle risorse ittico-ambientali e diventa esso stesso motore dello sviluppo economico delle nostre imprese di pesca. La fruizione sostenibile dell’ambiente marino a fini turistici è sicuramente un obiettivo dei pescatori sportivi, che reclamano politiche di sostegno agli stock ittici mettendo in campo disponibilità al confronto e disponibilità all’introduzione di meccanismi di controllo (tesserino pesca). Ma è anche uno degli obiettivi delle imprese professionali, le quali vedono in questo sviluppo uno sbocco professionale assai interessante. |

