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Ora che si sono spenti sia i sussurri che le grida provocate dall’entrata in vigore della legge sulla pesca concordata con la Comunità Europea, vorrei fare alcune considerazioni a freddo su questa vicenda. Intanto va detto che la legge sul divieto di strascico entro le tre miglia è in vigore da oltre dieci anni e si è giunti ad applicarla solo nell’immediato recente in virtù di continue deroghe chieste e ottenute dalle organizzazioni della pesca professionale. Non è per voler mettere il dito nella piaga ma alcune considerazioni sono doverose.
Per prima cosa viene da chiedersi per quale ragione durante questi dieci anni le organizzazioni della pesca professionale non hanno mai chiesto o intrapreso iniziative mirate a ridurre queste attività di pesca in deroga ma anzi hanno chiesto e ottenuto finanziamenti per ampliarla. Ci sono pescatori che hanno acquistato barche e iniziato questo tipo di attività di pesca durante il periodo in deroga e questo la dice lunga sulla volontà delle organizzazioni di pesca professionale di voler ottemperare a queste leggi. Nel nostro piccolo mare ha continuato ad operare con metodi distruttivi una flotta immensa di strascicanti, ramponanti e turbo soffianti sempre più agguerrita, con motori sempre più potenti e con attrezzature sempre più efficaci e anche, nel caso delle motorizzazioni, quasi mai in regola con la legge. Il risultato è stato quello di ridurre la risorsa ittica al lumicino e sull’orlo della totale estinzione. Moltissimi pescatori professionisti sanno bene di cosa parlo dato che negli ultimi tempi hanno sperimentato sulla propria pelle l’impossibilità di far tornare l’equazione costi-ricavi, nonostante finanziamenti agevolati, gasolio quasi gratis e sovvenzioni di ogni tipo, e in alcuni periodi sono stati costretti a lasciare le barche all’ormeggio per non andare in perdita pur lavorando.
Ciò che affermo è ampiamente dimostrato dalle sempre più frequenti manifestazioni, anche molto cruente, organizzate dal mondo della pesca professionale proprio per denunciare questo aspetto, tra l’altro non ho mai capito contro chi, dato che la responsabilità per questa situazione non può che essere di loro stessi. Nei giorni appena passati hanno invece manifestato contro l’applicazione di quelle leggi che rappresentano l’unica e ultima possibilità per salvare il salvabile e invertire la pericolosa deriva che avrebbe in breve portato alla scomparsa di ogni forma di vita dai nostri mari. Sinceramente mi pare un palese controsenso prima protestare perché il mare è deserto e poi protestare perché nonostante ciò si vuole continuare ad insistere con gli stessi metodi che l’hanno distrutto. La coerenza non è mai stata una delle principali doti del genere umano ma mi pare che qui si stia esagerando. Anche i continui e accorati appelli, pervenuti dalle più disparate compagini, con gli addii a questo a quello e a quell’altro prodotto della pesca, non sono altro che annunci a sensazione per cercare consensi difficilmente ottenibili con argomentazioni coerenti. Infatti queste leggi non vietano la cattura né tantomeno la commercializzazione di nessuna delle specie citate da questi nostalgici ma molto più semplicemente, e con giusta ragione, vietano quei metodi di cattura distruttivi che hanno provocato quei danni che sono oramai sotto gli occhi di tutti.
Non è difficile capire lo stato d’animo di chi vede la propria attività in crisi e un futuro dagli orizzonti tutt’altro che rosei, ma voglio dire loro che questa non è una guerra ideologica preconcetta nei confronti della pesca professionale ma è l’unica soluzione possibile praticabile per garantire al nostro ecosistema marino, e a coloro che da questo ecosistema dipendono cioè loro, la sopravvivenza. Non mi rivolgo tanto ai pescatori professionisti singoli e che in questo specifico caso sono le vittime quasi incolpevoli di questa drammatica situazione, sono uomini di mare quasi sempre sinceri , leali e generosi come solo gli uomini di mare sanno essere, ma anche persone semplici spesso incapaci di far sentire la propria voce per condizionare i loro vertici a quelle scelte che molti di loro ritenevano giuste già da tempo. È a questi vertici che mi rivolgo per dire loro che debbono abbandonare l’idea sbagliata della risorsa infinita, debbono capire che perché la pesca possa sopravvivere deve sopravvivere anche la risorsa che ne è la ragione di vita, debbono smettere di pensare solo alle loro già troppo larghe poltrone e credere che la comunità possa continuare a sovvenzionare una attività in perdita che genera solo disastri. L’invito che rivolgo loro è quello di fare un profondo esame di coscienza e dopo un doveroso “mea culpa” adoperarsi per cercare di riparare ai pesanti danni già fatti.
È chiaro che saranno necessari altri aiuti, ma non per fare altre barche , per comprare attrezzature sempre più distruttive, ma per aiutare i singoli pescatori con maggiori difficoltà a rientrare in un sistema di pesca sostenibile che abbia come primario obiettivo la salvaguardia delle risorse. Solo con questi presupposti l’antico mestiere del pescatore avrà un futuro e i nostri eredi potranno beneficiare di un bene, il mare con il suo ecosistema, che non è solo di chi lo sfrutta per lavoro ma è un bene di tutta l’umanità.
Saverio Bersanetti
Associazione “Per il Mare” |
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Chioggia li 16/06/2010
Oggetto : Proposta di collaborazione o affiliazione con altre realtà associative del mondo della pesca ricreativa extra Nazionali.
L’associazione “Per il Mare” è una delle ultime associazioni di pescatori ricreativi apparsa sulla scena Italiana ma è ben lungi dall’essere l’ultima arrivata. Infatti in pochi anni di attività è riuscita ad ottenere risultati inimmaginabili e mai ottenuti neanche dalle associazioni ufficialmente riconosciute e molto più blasonate.
Tra i risultati più eclatanti ci sono quelli di avere ricevuto più volte incarichi, con progetti finanziati dalla Regione Veneto, per evidenziare l’importanza della pesca ricreativa Italiana e per studiarne le problematiche e le potenzialità di sviluppo. Anche se questo è un risultato mai ottenuto da nessuna altra associazione nel nostro paese non ci siamo seduti sugli allori ed abbiamo continuato la nostra battaglia per dare alla pesca ricreativa l’importanza, il valore e la dignità che le spetta di diritto per la grande importanza economica del suo enorme indotto e per gli altrettanto importanti risvolti sociali e culturali che sono un suo patrimonio intrinseco.
Uno dei principali “credo” della nostra filosofia di sviluppo è sempre stato quello dell’aggregazione delle varie realtà associative per dar vita a gruppi di associazioni con affinità di vedute e di intenti. Questa strategia permette, a nostro avviso, di avere una credibilità e un potere contrattuale enormemente superiore a quello che qualunque associazione singola, per quanto blasonata possa essere, potrebbe avere. Ed è in questa direzione che abbiamo speso il massimo delle nostre energie cercando con tutti i mezzi a nostra disposizione di sensibilizzare le principali associazioni di pescatori ricreativi del nostro paese per convincerle ad abbandonare antiche rivalità e dissapori per affrontare uniti i comuni problemi. Questo nostro impegno, associato ad una presa di coscienza del problema di alcune delle più importanti associazioni di pescatori ricreativi Italiane, ci ha permesso di raggiungere un ulteriore e ancora più importante risultato. Siamo finalmente riusciti, anche questo per la prima volta in Italia, a creare un gruppo di lavoro Ministeriale permanente, in pratica una commissione consultiva permanente della pesca ricreativa presso il Ministero competente, avente il compito e la finalità di mettere mano alla normativa Italiana in tema di pesca ricreativa per adeguarla alle necessità odierne che tutti ben conosciamo.
In questo gruppo di lavoro, presieduto dai funzionari del Ministero, operano le cinque più importanti associazioni di pescatori ricreativi Italiane, tra cui ovviamente, con autorevolezza e peso determinante, l’associazione “Per il Mare”. Questo gruppo di lavoro si può configurare come una specie di sindacato dei pescatori ricreativi. Seppure anche questo sia un risultato unico e di importanza epocale, che tra l’altro ha già cominciato a dare i suoi frutti con l’ottenimento di agevolazioni e riconoscimenti per la categoria, ci stiamo rendendo conto che la dimensione Nazionale non è sufficiente per risolvere tutti i problemi della categoria ed è necessario andare oltre. Se questi risultati potevano essere sufficienti alcuni anni fa, oggi non possono bastare perché molte delle problematiche relative alla pesca in generale e alla pesca ricreativa in particolare, che sono comunque realtà concatenate, vengono discusse a livello Comunitario e le relative decisioni vengono imposte o consigliate agli stati membri dalla Comunità Europea. Ci siamo quindi resi conto di avere davanti a noi una nuova e ben più ardua sfida, quella di costituire un gruppo di associazioni rappresentanti gli stati membri che possano, unendosi, costituire un gruppo di lavoro che abbia i riconoscimenti e l’autorevolezza per andare a discutere dei problemi legati alla pesca ricreativa in ambito Comunitario.
È con queste premesse che l’associazione “Per il Mare”lancia questa sfida alle associazioni dei pescatori ricreativi della Comunità Europea e a tutti i pescatori ricreativi Europei con l’intento di verificare se esistono le possibilità e/o le volontà, sia affiliando o affiliandosi con altre società e sia pure con la costituzione di nuove società, di realizzare questo ambizioso progetto, a nostro avviso determinante, se non addirittura indispensabile, per raggiungere quei necessari risultati che da troppi anni la pesca ricreativa sta aspettando. Restiamo in attesa di un vostro gradito riscontro qualora intravediate la possibilità di proseguire su questa strada e nel frattempo inviamo i nostri più cordiali saluti,
Saverio Bersanetti
Associazione “Per il Mare” |
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Chioggia li 10/06/2010 COMUNICATO |
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Dopo alcuni incontri con il MIPAF il gruppo di lavoro Ministeriale composto dalle associazioni di categoria, “Per il Mare”, “Big Game”, “Fipsas”, “Arci Pesca” e “ Enal Pesca”, hanno messo a punto e concordato con il Ministero una Circolare Ministeriale che modifica in modo sostanziale la precedente normativa in materia di pesca ricreativa e sportiva al tonno rosso. Le molte e importanti modifiche introdotte semplificano di molto e rendono estremamente più compatibile la normativa stessa con lo svolgimento di una attività ludica quale è la pesca ricreativa al tonno rosso. A questo proposito va sottolineata la grande disponibilità e competenza dei funzionari del MIPAF che, in un clima di grande e fattiva collaborazione con il gruppo di lavoro Ministeriale di cui sopra, si sono adoperati con estrema sollecitudine per arrivare in tempi brevissimi alla emanazione della Circolare Ministeriale. Per quanto riguarda la sostanza , la forma e l’importanza delle modifiche apportate rimandiamo alla lettura della Circolare “de quo” allegata in copia con i relativi allegati. Ci preme anche sottolineare che il rapporto intrapreso con il MIPAF, che non ha eguali nella storia della pesca ricreativa Italiana, non sarà limitato alla sola discussione e modifica di alcune situazioni esistenti, ma è stato voluto e concepito, anche da parte del MIPAF stesso, per mettere mano a tutta la normativa che riguarda la pesca ricreativa per renderla idonea e compatibile con una realtà, la pesca ricreativa, che nel nostro paese, anche per colpa nostra, non ha mai avuto la considerazione che in effetti merita per i grandi risvolti economici , sociali e culturali che sono un suo patrimonio intrinseco. È con grande gioia e soddisfazione che oggi comunichiamo ai nostri associati e a tutto il mondo della pesca ricreativa questi importanti risultati ottenuti, ma contemporaneamente vogliamo dire loro che all’orizzonte ci sono ben altri e più importanti obiettivi da raggiungere e, per riuscire in questo intento, è necessario un maggiore coinvolgimento e interessamento del mondo della pesca ricreativa anche a livello di club, piccole realtà associative e singoli individui. È con questa speranza ed augurio che inviamo a tutti i nostri più sentiti saluti, Saverio Bersanetti Associazione “Per il Mare”
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Comunicato - Per il Mare al tavolo ministeriale |
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Il 26/05/2010 si è riunito il tavolo di lavoro Ministeriale per discutere sulle problematiche dell’imminente apertura della campagna di pesca al tonno rosso nel nostro paese. Interlocutrici dei funzionari Ministeriali, tra i quali ha fatto una breve comparsa anche il neo eletto Ministro Giancarlo Galan, sono state le cinque associazioni, “FIPSAS”, “Per il Mare”, “Big Game Italia”, “Enal Pesca” e “Arci Pesca”, che hanno già a suo tempo firmato con il Ministero un protocollo di intesa per la collaborazione con il MIPAF stesso e per la costituzione di un tavolo di lavoro permanente che in pratica è stato ufficializzato nel corso della suddetta riunione. In buona sostanza questo gruppo di lavoro si configura come una commissione consultiva permanente per dibattere e discutere le problematiche della pesca ricreativa e sportiva. Nel corso della riunione le cinque associazioni hanno presentato al MIPAF un documento congiunto e condiviso contenente una lunga serie di osservazioni e di richieste atte a chiarire, specificare e semplificare le doverose e necessarie regole che il nostro paese è tenuto ad applicare per adempiere agli obblighi comunitari in materia di pesca ricreativa e sportiva al tonno rosso. Siamo rimasti tutti piacevolmente sorpresi, ma non poi più di tanto dato che segnali estremamente positivi erano già giunti anche nel recente passato, dalla grande apertura e disponibilità riscontrata tra i funzionari del MIPAF che, dopo ampia e approfondita discussione, hanno accolto quasi in toto le nostre osservazioni e richieste. Il MIPAF sta ora preparando una bozza di modifica dell’attuale regolamento tenendo in debita considerazione le osservazioni e richieste presentate, alcune delle quali sono tese a semplificare le procedure, altre ad evitare spiacevoli malintesi e inconvenienti come quelli riscontrati nella passata stagione ed altre ancora a migliorare lo svolgimento dell’attività di pesca ricreativa e sportiva al tonno rosso. La bozza in fase di preparazione da parte del MIPAF verrà ridiscussa dallo stesso tavolo di lavoro in data 03/06/2010 per poi, in base agli accordi raggiunti, essere dal MIPAF stesso emanata con sollecitudine visti anche gli strettissimi tempi che ci separano dalla apertura della stagione di pesca al tonno rosso. Riteniamo, ma questo è un nostro personale parere, che le modifiche saranno di tale importanza da consigliare un attimo di attesa nella presentazione della domanda, anche con il rischio di arrivare con qualche giorno di ritardo, dato che, se alcune particolari richieste verranno applicate, potrebbe valerne la pena. È tuttavia quasi certo che i miglioramenti operativi e funzionali saranno estesi anche a coloro che sono già in possesso del permesso o hanno già inoltrato la domanda ma ovviamente, delle eventuali semplificazioni che dovessero essere approvate, questi ultimi ne potranno beneficiare solo nei prossimi anni, avendo già dato seguito agli adempimenti necessari con le regole attuali. Pertanto ognuno tragga le proprie conclusioni e agisca di conseguenza secondo coscienza. Questo nuovo tipo di rapporto con il MIPAF, mai esistito fin’ora nel nostro paese, apre scenari molto lusinghieri e interessanti per il futuro della pesca ricreativa e sportiva in generale ed è molto probabile che, persistendo lo spirito di collaborazione tra le associazioni di rappresentanza della categoria, e anche tra il MIPAF e le associazioni, sia possibile in breve tempo colmare il GAP che ci separa dai paesi più avanzati in materia di “pesca ricreativa” e forse anche superarli, dato che essendo arrivati per ultimi potremo fare tesoro delle loro esperienze e dei loro errori. È con questo augurio che l’associazione “Per il Mare”, che rappresento, invia a tutti i pescatori ricreativi e sportivi i suoi migliori saluti.
Saverio Bersanetti - Vicepresidente |
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Tonno rosso: allevamento per salvarlo dall’estinzione |
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martedì, 25 maggio 2010
 Tonno rosso in pericolo estinzione nel Mediterraneo, a salvare la specie potrebbe essere l’allevamento. Questa la notizia che, da come si legge sul New scientist, hanno annunciato i ricercatori dell’Istituto oceanografico spagnolo della Murcia. Il nuovo progetto scientifico potrebbe sollevare le sorti della specie marina oramai in serio pericolo d’estinzione: i ricercatori spagnoli, dopo aver allevato con successo in cattività delle specie più piccole, sono riusciti ad creare ”in vitro” le larve del tonno rosso, riuscendo a farle rimanere in vita per più di due mesi.
Un ottimo punto di partenza che, come affermano i ricercatori, potrebbe portare nel giro di quattro anni a ricreare l’intero ciclo di vita del tonno rosso, dalla fase larvale fino alla deposizione delle uova. ”Stiamo sviluppando molte tecniche nel pesce Bonito che possiamo usare anche per allevare le larve di tonno rosso – ha affermato il ricercatore Fernando de la Gandara – Finora siamo riusciti a mantenere le larve del rosso vive per più di due mesi, ma abbiamo bisogno di almeno 4 anni per chiudere il ciclo di vita del tonno rosso”.
Obiettivo del piano, che fa parte del progetto dell’Unione Europea ‘Selfdott’, è di alleviare, attraverso l’addomesticamento, la pressione sugli stock selvatici di tonno rosso nel Mediterraneo: la presenza di questa grande specie pelagica, diffusa nell’Atlantico e nell’Oceano Pacifico, è diminuita dal 1970 di oltre il 50%. Cifre ‘preoccupanti’ sottolineate anche da un rapporto dell’ International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas (Iccat) che denunciava fin dal 1993 un forte declino della popolazione nel periodo della deposizione e un incremento del tasso di mortalità dovuto alla pesca. (ANSA). |
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La pesca sportiva e la pesca professionale |
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la presentazione che riassume il lavoro svolto finora!

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Al Marina Aeroporto di Genova per tutta la durata del Salone Nautico |
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 | In concomitanza con il 49° Salone Nautico Internazionale di Genova, dal 3 all’11 ottobre, si apre al Marina Genova Aeroporto la seconda edizione di Classic Boat Show 2009, l’unico grande evento internazionale dedicato alla Nautica d’Epoca.
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Salone nautico di Genova: nuova settimana al salone Si ricomincia con una settimana ricca di impegni e appuntamenti al Salone Nautico Internazionale di Genova, la manifestazione nautica autunnale decisamente più importante, al quale anche quest’anno ad aderiscono in tanti. I numeri fanno pensare che anche quest’anno il Salone Nautico sia stato comunque in grado di esorcizzare la crisi, ma 1.450 espositori e 2.400 imbarcazioni sono probabilmente un palese segno di ripresa del settore.
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Tabella per ricavare il peso del tonno |
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Scarica da qui (è un file excel) la tabella per ricavare il peso del tonno partendo da lunghezza e diametro. |
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Tonno rosso, l'Ue verso il no alla pesca |
 | Roma è contraria e contesta le cifre di Bruxelles: nel 2010 a Doha la decisione. DAL CORRISPONDENTE A BRUXELLES |
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Comunicazione modifiche circolare tonno rosso |
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Grazie al duro lavoro di questo ultimo periodo l'Associazione "Per il Mare" è riuscita a far modificare al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali quella complicata formula con il "rientro del pescato" che creava innumerevoli problemi alle Capitanerie e a noi pescatori ricreativi. Inoltre la stessa domanda per i ricreativi andrà bene anche per gli sportivi per le gare di pesca. Felici di aver semplificato la normativa Vi auguriamo Buone Vacanze Michele Nodari (presidente), Saverio Bersanetti (vice-presidente), Giulio Bellemo (segretario) |
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