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Chioggia li 27/06/2011
COMUNICATO STAMPA
Alleghiamo al presente comunicato il decreto n. 0024139 del 23 Giugno 2011 dal quale si evince che è stata ripristinata la quota di 50 tonn. di tonno rosso assegnata originariamente alla pesca ricreativa. È altresì aumentata da 83 tonn. a 110 tonn. la quota indivisa a disposizione di eventuali sforamenti ma purtroppo anche a copertura della pesca illegale. Il resto del decreto si commenta da sé dato che ancora una volta si è preferito privilegiare gli interessi di pochissime persone, già da tempo arricchiti da privilegi di ogni sorta pagati dalla comunità, piuttosto che soddisfare le necessità di 5.000 unità di pescatori ricreativi che pagano uno sproposito di tasse pur di soddisfare una loro passione. A nostro avviso, stante la disponibilità della risorsa tonno rosso, sarebbe stato opportuno dare alla pesca ricreativa almeno quanto dichiarato come catture nella trascorsa stagione in modo da soddisfare almeno in parte le esigenze di quest’ultima che, va detto, sono di molto superiori in virtù di un aumento dei praticanti. Nemmeno è stata fatta menzione alle esplicite richieste avanzate durante l’ultimo incontro del tavolo di lavoro Ministeriale del 22/06/2011 e in particolare, cosa alla quale tenevamo più di ogni altra, al fatto di poter concedere la possibilità alla pesca ricreativa e sportiva di poter praticare l’attività legalmente per tutto il periodo dell’anno, praticando il rilascio durante i periodi nei quali non è consentito il prelievo, anche in virtù della ormai accertata scarsissima incidenza di mortalità con questa pratica ormai consolidata tra i pescatori sportivi e ricreativi. In sostanza siamo solo parzialmente soddisfatti da questo decreto poiché riteniamo che sia giunto il momento che i nostri governanti si rendano conto che gli interessi di oltre 600.000. persone, che contribuiscono in modo importante al PIL Nazionale, siano più importanti degli interessi di un centinaio di persone che fino ad ora si sono arricchiti con sovvenzioni e privilegi inauditi distruggendo in modo sconsiderato le risorse che sono di tutti. Crediamo anche che sia giunto il momento che il nostro Stato cominci a ragionare come una impresa e cerchi di ottimizzare le risorse facendole rendere quanto più possibile e a questo proposito lo invitiamo a guardare cosa hanno fatto molti altri paesi più evoluti del nostro in materia di pesca. Da ultimo invitiamo tutti i nostri associati e i pescatori tutti a rimanere uniti, respingiamo con forza gli attacchi di talune associazioni o federazioni che, per meri scopi egemonici e di rappresentanza, stanno cercando in ogni modo di minare questa unità conquistata con fatica e notevole impegno. A questi voglio ancora una volta ripetere ciò che già dicemmo agli albori di questa nostra avventura “ è giunto il momento di combattere uniti per vincere una guerra e non andare allo sbaraglio per appuntarci al petto una medaglietta personale per la vittoria di una piccola scaramuccia”. Poiché come dicevano i Romani “repetita iuvant” siamo ancora fiduciosi che il buon senso prevalga e continueremo per la strada presa.
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Associazione “Per il Mare”
Vicepresidente Saverio Bersanetti
Comunicato stampa del 13/06/2011
È con un certo ritardo e un certo imbarazzo che l’associazione “Per il Mare” informa i suoi soci e sostenitori, nonché il mondo dei pescatori ricreativi, sulla difficile situazione che si è venuta a determinare. Causa sforamento delle quote tonno da parte dei comparti della pesca professionale, la già ridotta quota di 50 ton., assegnata ai pescatori ricreativi, viene con decreto Ministeriale ridotta a sole 10 ton..
È evidente che una simile notizia non poteva che creare sconforto, rabbia e indignazione nel mondo dei pescatori ricreativi e i commenti che si sono susseguiti e susseguono su questo tema ne sono la evidente manifestazione. Condividiamo in pieno lo sdegno e la rabbia dei pescatori ricreativi ma non possiamo ovviamente condividere alcuni commenti che ci colpiscono sia a livello personale che di associazione in modo ingiustificato e generalizzato. Chiaramente molte di queste accuse sono strumentali, pretestuose o rappresentano uno sfogo per alcuni personaggi che hanno vecchie rogne da curare. Tuttavia, seppure certi che è impossibile essere ben visti da tutti, né nessuno c’è mai riuscito, vorremmo chiarire , per quanto possibile alcuni aspetti della questione.
Intanto credo sia doveroso dire che, seppure una simile decisione fosse anche per noi improponibile, va tuttavia detto, non per volere fare i profeti di sciagure, che se qualcuno vorrà leggersi in questo stesso sito l’articolo “considerazioni e misure da intraprendere” in data 05/05/2009 in seguito all’uscita della prima circolare Ministeriale sulle quote tonno, questa eventualità l’avevamo espressa a chiare lettere, in quanto inevitabile conclusione della applicazione della legge comunitaria che, ripeto, riteniamo sbagliata. È cambiando le leggi sbagliate che si riesce ad ottenere giustizia e per questo abbiamo operato, purtroppo riuscendoci solo in piccola parte, in questi anni. Questo per rispondere alle numerose insinuazioni, più o meno pretestuose e strumentali, che vengono fatte sul nostro conto e dei nostri colleghi del tavolo di lavoro. Ma vorremmo andare oltre e chiarire anche alcuni dubbi e perplessità, in questo caso abbastanza legittimi, espressi da varie parti. La tardiva informazione sullo stato dell’arte deriva dal fatto che riteniamo sia un bene che le notizie fatte circolare siano il più possibile attendibili e veritiere. Riteniamo quindi un danno la ridda di informazioni contrastanti e in alcuni casi fantasiose che sono state messe in giro. Durante la riunione del tavolo di lavoro ministeriale tenutasi il giorno 08/06/2011, vale a dire solo cinque giorni fa, tale decreto non era ancora stato stilato e ci era stato ventilato solo come ipotesi. Inoltre erano ancora dubbie diverse circostanze che avrebbero potuto modificare radicalmente la situazione, pertanto abbiamo ritenuto che fosse improduttivo e sbagliato mettere in giro voci e non notizie certe. Preferiamo lasciare le chiacchiere da corridoio ai tanti “professori”, con poche idee ma molto confuse, di cui il nostro mondo è pieno e, per la serietà che abbiamo sempre dimostrato, attenerci esclusivamente ai fatti, anche a costo di arrivare a dare una notizia con due o tre giorni di ritardo.
Sempre per rimanere ai fatti, dopo convulse e frequenti consultazioni, i membri partecipanti al tavolo di lavoro stanno arrivando alla determinazione di ricorrere in maniera congiunta al TAR contro questo decreto, non solo per ottenerne, come auspicabile, l’abrogazione, ma anche per dare un segnale forte a chi ci governa e fargli notare che una folla di 600.000 persone ha dei diritti da far valere e il diritto di essere ascoltata. Stiamo, in armonia con i partecipanti al tavolo di lavoro, lavorando per arrivare ad avere nei prossimi anni una quota tonno individuale che, come da sempre sosteniamo, non solo nell’articolo citato ma anche in tanti altri, riteniamo sia cosa giusta e corretta.
La proposta e richiesta che l’associazione “Per il Mare” fa da tempo e spera venga condivisa dal maggior numero di persone interessate, è quella di avere una quota tonno assegnata a ciascun pescatore individuale, fosse anche, come probabile, un pesce unico, da regolamentarsi con l’uso di fascette speciali tipo quelle usate per la caccia agli ungulati. Tale soluzione, oltre che eticamente e socialmente giusta, potrebbe condurre al fatto che la pesca al tonno per i pescatori ricreativi rimanga aperta per tutto l’anno tranne che per il periodo di riproduzione, con gli evidenti risvolti economici positivi che ne deriverebbero.
Vorremmo anche rispondere a coloro che con probabile astio e faziosità continuano a sostenere una campagna di delegittimazione della nostra associazione, adducendo la pretestuosa considerazione di chi ci ha dato il mandato di rappresentare la pesca ricreativa nelle sedi istituzionali. Questo mandato ce lo hanno dato i nostri associati e i nostri sostenitori, che riteniamo di rappresentare degnamente, ma non solo, ce lo siamo anche guadagnato sul campo con opere e fatti che sono alla luce del sole e che le istituzioni, un poco più attente dei vari “professori” del momento, ci hanno riconosciuto. Vorremmo anche precisare che questi riconoscimenti non impediscono a nessuno di percorrere un loro percorso e, a meriti dimostrati, ottenere analoghi riconoscimenti. Ne saremmo solo lieti perché vorrebbe dire che siamo ancora più forti come categoria, chi vuol fare faccia ma le chiacchiere stanno a zero ed è ora di finirla con questi disfattismi.
Da ultimo, ma non ultimo, ribadiamo, e ne siamo fermamente convinti, che l’aver dimostrato una alta consistenza della pesca ricreativa in mare attraverso il censimento sia stata una grande vittoria per il nostro mondo, che rappresenta probabilmente l’unica nostra possibilità di far valere i nostri diritti.
Saverio Bersanetti
Associazione “Per il Mare”
PROGETTO "PESCA E TURISMO"

Il progetto " PESCA E TURISMO - Come abbinare la pesca ricreativa e sportiva alla conoscenza del territorio veneto e delle sue potenzialità turistiche" è stato approvato e finanziato dalla Regione Veneto per comporre una rete che possa dare a tutti i pescatori veneti informazioni utili sulle zone di pesca consentite e consigliate su tutto il nostro territorio. Il progetto si pone come obbiettivo quello di riunire in un unico insieme tutte le indicazioni sulle zone del Veneto in cui si possa pescare, sia quelle del mare prospiciente, sia all'interno della laguna, sia sugli argini di canali, ai fiimi fino al laghetti interni. Poi, per ognuna di queste zone vogliamo dare anche informazioni sul tipo di pesce che si trova per zona, sulle tecniche di pesca praticate ed alcune informazioni logistiche che rendano più agevoli gli spostamenti e gli stazionamenti. Indicheremo, cioè, i bar ed i ristoranti vicini dove il pescatore possa ristorarsi, ma anche i negozi di pesca più vicini dove poter trovare all'ultimo momento quello che si è dimenticato a casa o quello che si è rotto durante la battuta di pesca. Ed anche gli hotels, i B&B, le locande e gli agriturismi per chi ha bisogno di fermarsi più giorni. Ed infine anche i luoghi di divertimento e di cultura per gli eventi accompangatori (i parchi giochi per chi ha figli appresso, i suggerimenti di shopping per le mogli che accompagnano il pescatore).
Questo progetto, perciò, sarà una guida preziosa per i veneti che vogliono praticare la loro passione spostandosi alla ricerca di nuove prede e nuovi siti, un ottimo servizio di assistenza che sicuramente sarà a tutti gradito.
Ma vogliamo che diventi anche uno strumento per lo sviluppo di un turimo tematico catturando l'attenzione dei pescatori delle altre regioni o di altre nazioni che possono trovar utile un tale servizio che abbina con equilibrio la pratica sportiva al turismo.
Il Veneto è una regione vocata al turismo, una regione che ha tutto da offrire, dalle montagne più belle del mondo, alle spiagge più frequentate d'Europa, alle città d'arte e Ville Venete che il mondo intero ci invidia, le zone termali conosciute in tutt'Europa, città come Venezia, Verona e Padova che sono ai primi posti assoluti per frequenza turistica, una gastronomia eccellente abbinata a vini stimati in tutto il mondo... cioè tutto quello che rende il Veneto la prima regione turistica d'Europa.
E allora perchè non far conoscere tutte queste meraviglie anche a chi ama la pesca ricreativa e sportiva? Raggiungeremo così un duplice risultato: daremo un ottimo servizio a chi ha la nostra stessa passione e contribuiremo allo sviluppo turistico ed economico del nostro territorio.
Ci aspettiamo la collaborazione di tutti!!!
ASSOCIAZIONE "PER IL MARE"
Giulio Bellemo |